DIREZIONE GENERALE DELL’AZIENDA OSPEDALIERA UNIVERSITARIA DI SALERNO. LA RICHIESTA DI CGIL, CISL E UIL: “PRESTO IL NUOVO MANAGER AL “RUGGI”. NON BISOGNA PERDERE TEMPO”

ospedale05Il cambio della direzione generale dell’Azienda ospedaliera universitaria di Salerno deve essere una priorità per la provincia poiché, in assenza si potrebbero rallentare gravemente i percorsi di riorganizzazione del settore sanitario, con conseguente rischio della tutela del diritto alla salute di tutta la comunità di riferimento. La pensano così i sindacalisti di Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Fpl provinciale, che hanno lanciato un appello affinché si concretizzi a breve il dopo Nicola Cantone a Salerno. Le parti sociali rilevano che sul Ruggi d’Aragona, purtroppo, si stanno ripercorrendo percorsi già negativamente sperimentati anche in tempi recenti con incomprensibili ed immotivati veti incrociati che sembrano finalizzati a scenari politici e personali più che alla concreta scelta di professionalità adeguate al ruolo di un manager sanitario che, nel caso specifico, deve operare ad ottimizzare, ai massimi livelli, esigenze assistenziali e formative.
A tal proposito, le organizzazioni sindacali, facendosi portavoce degli interessi collettivi, richiamano Regione ed Università a un confronto responsabile e fattivo tale da concordare in tempi brevissimi il nuovo assetto manageriale dell’Azienda di via San Leonardo.
“La vicenda legata al “Ruggi” ripropone il tema del controllo politico della sanità.  La Cgil ritiene che sono anni ormai che, con provvedimenti cervellotici, si sta discreditando una struttura che vanta importanti livelli di eccellenza. Chiediamo con forza di riqualificare le strutture, coprire i vuoti in organico potenziare le attrezzature ma soprattutto che alla guida della azienda ci sia una personalità competente ed autorevole”, ha spiegato, Pasquale Addesso, segretario provinciale della Cgil Fp.
Critico anche Pietro Antonacchio, segretario generale della Cisl Fp Salerno: “Il dottore Nicola Cantone aveva positivamente avviato le basi per il nuovo assetto organizzativo dell’Azienda - atto aziendale ed adeguamenti strutturali e potenziamento degli organici -  che ora rischiano un inevitabile arresto nella loro realizzazione. Né l’incaricato pro tempore, il professore Nicola Silvestri, manager di esperienza e capacità, può, suo malgrado, continuare in maniera incisiva l’opera iniziata perché privo dei poteri straordinari necessari. Pertanto sarebbe opportuno, in attesa di concordare il nuovo assetto manageriale, affidare i pieni poteri al professore Silvestri per continuare l’opera risanatrice e di potenziamento in corso di realizzazione”.
Preoccupato, invece, Biagio Tomasco, segretario provinciale della Uil Fpl Salerno: “Quello che sta accadendo nell'azienda ospedaliera universitaria è sintomo di quelle che sono le attenzioni riservate dal governatore De Luca alla provincia di Salerno. Il “Ruggi” rappresenta per l'intera provincia un punto di riferimento essenziale per le patologie ultra specialistiche e certamente non può rimanere così come in questo momento ovvero con un vertice decapitato. Riteniamo che la Regione debba gettare il cuore oltre l'ostacolo e determinare una volta per tutte quelle che sono le reti assistenziali che mettono al centro l'eccellenza rappresentata dall' Azienda ospedaliera universitaria. Contestualmente a tutto questo deve avvenire la realizzazione dell'Agenzia regionale per l'emergenza urgenza da cui discenderebbero senza ombra di dubbio le reti tempo dipendenti e assistenziali. Non possiamo più permettere che la sanità salernitana venga messa alla berlina così come accade in questo momento l'Azienda ospedaliera universitaria e l’Asl Salerno devono intensificare i rapporti e concordare linee di azione comune a tutela della salute dei cittadini”.
 
 
 

IL 25 NOVEMBRE È LA GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne 23 novembre salernoUna data importante, per ricordare a tutti che il rispetto è alla base di ogni rapporto e che si può continuare a veder crescere il numero delle donne che subiscono violenza.
Non solo il 25 novembre ma ogni giorno bisogna contrastare la violenza in ogni sua forma,  educare al rispetto della persona e dei diritti delle donne, contrastare gli stereotipi di genere che sono alla base di una visione errata di donne e uomini nella società.
Il 23 novembre alle ore 10:30 CGIL CISL e UIL scendono in Piazza Montpellier di Parco Mercatello a Salerno, con 99 fiori, una targa e l’impegno per dire basta alla violenza contro le donne.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

ASSISTENZA RIABILITATIVA, SCATTA LA DENUNCIA DELLA FUNZIONE PUBBLICA DELLA CISL DI SALERNO SUI TETTI DI SPESA PER MACROAREA

pietroantonacchiocislfpsalernoIl segretario generale Pietro Antonacchio: “Il 2017 è la fotocopia del 2016. E’ solo una questione di soldi e la colpa non è del governatore della Campania, Vincenzo De Luca. Ha ereditato una situazione difficile, ma le aspettative di cambiamento non vanno disattese dopo la nomina dei nuovi manager delle Asl e delle aziende ospedaliere”.
Tetti di spesa per macroarea dell'assistenza riabilitativa, il 2017 è come il 2016 per la Cisl Funzione Pubblica di Salerno. “È solo una questione di soldi, tutto il resto è conversione - ha detto Pietro Antonacchio, segretario generale della Cisl Funzione Pubblica provinciale - e purtroppo la colpa non è del governatore della Campania, Vincenzo De Luca ma di coloro che da oltre un decennio pontificano su rette e tetti di spesa incuranti dei concreti bisogni delle comunità di riferimento”. 
Per Antonacchio, infatti, il dominio relativo alla salute è centrale nella valutazione della qualità della vita. Questo perché la salute incide su tutte le dimensioni del benessere e in ogni epoche della vita, modificando i bisogni, le condizioni, i comportamenti, le relazioni sociali, le opportunità, le prospettive dei singoli e, spesso, delle loro famiglie. La qualità dei servizi ha ricadute importanti nelle fasi estreme della vita, infanzia e vecchiaia, ma anche nei cittadini con malattie croniche e nelle persone con disabilità.
“Il nostro Governatore dallo scorso luglio è stato nominato anche Commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro dai disavanzi nel settore sanitario della Regione e questo ha ulteriormente fatto lievitare le aspettative dei cittadini campani”, ha spiegato il segretario generale del sindacato di categoria della Cisl Salerno. “L’incarico governativo rafforza il mandato elettorale consentendo al presidente della Regione di poter agire su tutti i determinanti della salute compresa quindi la sanità. Non è pensabile che un uomo, pur capace e motivato, possa affrontare da solo la riorganizzazione di un servizio sanitario regionale che presenta criticità antiche e che annualmente assorbe risorse per oltre 10 miliardi di euro. È chiaro che si tratta di una sfida che richiede impegnativi processi di riorganizzazione che richiedono il contributo e il governo di una classe dirigenziale motivata e qualificata”.
In questo senso, secondo Antonacchio va letta la nomina dei direttori generali delle Asl e delle aziende ospedaliere nonché la creazione del nucleo tecnico di supporto alla struttura commissariale.
“Le aspettative non vanno disattese. Si aspettano risposte e risultati concreti che, sebbene non possano essere miracolistici per una questione temporale, dimostrino che si sta cambiando rotta e si sta costruendo una sanità attenta ai bisogni dei cittadini, capace di dialogare con il sociale e soprattutto equa e accessibile soprattutto ai cittadini più fragili”, ha concluso Antonacchio. “Dia  il governatore chiare indicazioni ai manager delle Asl affinché lo aiutino a declinare nel concreto i veri bisogni delle comunità di riferimento e  a non essere acritici esecutori  materiali di indicazioni e di disposizioni elaborate nei palazzi di Santa Lucia da dirigenti scarsamente motivati a fare una realistica mappatura dell'esigenze della gente, atteggiamento tanto grave quanto più coinvolgente fragili e indifesi”.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

MIGRANTI A SALERNO, LA CISL PROVINCIALE RENDE OMAGGIO ALLE 26 DONNE AFRICANE MORTE IN MARE

RXSIFCKMIl segretario generale Gerardo Ceres: “Queste tragedie sono destinate a non avere fine se non si affronta la questione della povertà e delle ‘silenziose guerre’ che stanno insanguinando gran parte del continente africano. L’Italia sta facendo grandi sforzi, mentre l’Europa resta indifferente”.
“La Cisl di Salerno partecipa alla commemorazione delle 26 donne africane, vittime della più grande tragedia umanitaria di questo inizio del nuovo millennio. Oltre all'umana pietà, ci accompagna la consapevolezza che queste tragedie sono destinate a non avere fine se non si affronta la questione della povertà e delle ‘silenziose guerre’ che stanno insanguinando gran parte del continente africano, spingendo milioni di persone a rischiare la vita pur di aspirare a un futuro di pace e di emancipazione economica”.
A dichiararlo è Gerardo Ceres, segretario generale della Cisl di Salerno, che questa mattina ha preso parte ai funerali svolti presso il cimitero di Salerno per le vittime della tragedia del mare. “L'Italia sta facendo grandi sforzi - in solitudine - per salvare vite e accogliere profughi e rifugiati, ma non si può dire lo stesso dell'Europa, che preferisce girare lo sguardo altrove, nel tentativo ipocrita di eludere un problema epocale. Ci uniamo - conclude - al sentimento di solidarietà che la città di Salerno, con il sindaco Enzo Napoli, ha voluto esprimere dichiarando il lutto cittadino e commemorando pubblicamente la memoria di 26 donne, i cui sogni si sono infranti tra le onde del Mediterraneo”.
 
 
 

LA CORTE COSTITUZIONALE BOCCIA LA RIVALUTAZIONE DELLE PENSIONI, NIENTE RIMBORSI PER GLI ANZIANI SALERNITANI

dellisolapensionaticislsalernoProtesta la Fnp Cisl provinciale. Il segretario generale Giovanni Dell’Isola: “Decisione che non condividiamo. Va recuperato il potere d’acquisto delle pensioni e bloccare l’innalzamento dell’età pensionabile”.
Lo scorso 24 ottobre si è svolta l'udienza pubblica presso la Corte Costituzionale in merito alla rivalutazione della perequazione delle pensioni per le annualità 2012 e 2013. Una questione molto cara ai pensionati della Cisl di Salerno, interessati, come noto, dal blocco della rivalutazione dei trattamenti pensionistici, previsto per gli anni 2012 e 2013 dalla legge numero 214 del 2015, novellato dal decreto legge numero 65 del 2015, emanato per dare attuazione alla sentenza numero 70 del 2015 della Corte Costituzionale.
I giudici hanno ritenuto le norme censurate in contrasto con i principi costituzionali di proporzionalità e adeguatezza del trattamento previdenziale, inteso come retribuzione differita, espressi dagli articoli 36 e 38 della Costituzione, mentre, in altri atti, i giudici hanno lamentano la violazione del principio di ragionevolezza. La Corte ha perciò respinto le censure di incostituzionalità del decreto legge n. 65 del 2015.
Per i magistrati, dunque, “diversamente dalle disposizioni del Salva Italia annullate nel 2015”, “la nuova e temporanea disciplina prevista dal decreto legge numero 65 del 2015 realizza un bilanciamento non irragionevole tra i diritti dei pensionati e le esigenze della finanza pubblica”, così come previsto dall'articolo 81 della Costituzione.
Una decisione che delude e amareggia i pensionati della Cisl salernitana. “Come tutta la categoria, ovviamente, speravamo nel riconoscimento della rivalutazione del montante. In ogni modo, come già ribadito dal nostro segretario nazionale Gigi Bonfanti, attendiamo la pubblicazione della sentenza per conoscere per esteso le motivazioni in virtù delle quali la Corte ha dichiarato legittimo il decreto numero 65 del 2015”, ha detto Giovanni Dell’Isola, segretario generale della Fnp Salerno. “Certamente continueremo a portare avanti la nostra rivendicazione per il riconoscimento della rivalutazione delle pensioni, che nella provincia, per oltre l’80%, sono inferiori ai 1.000 euro. Tuttavia, ci tocca prendere amaramente atto della scarsa considerazione che questo nostro Paese ha per i pensionati, penalizzati, come sostenuto anche dalla segreteria nazionale della Fnp, ancora una volta da una sentenza che non riconosce quanto loro indegnamente e impropriamente tolto sul piano delle risorse. Non siamo d’accordo con tutto questo, poiché a nostro avviso serve introdurre un nuovo meccanismo di rivalutazione delle pensioni che permetta agli anziani di recuperare il potere d'acquisto perso in questi anni e nel bloccare ogni automatismo di innalzamento dell'età pensionabile uguale per tutti i lavori”.
Oltretutto il provvedimento del Governo, secondo Dell’Isola, è stato preso senza nessun confronto con il sindacato, che si era dichiarato disponibile a un confronto per evitare che i costi andassero eccessivamente a gravare sul bilancio dello Stato, dichiarandosi disponibile ad adottare una soluzione che spalmasse in più anni i relativi costi. 
“C’è da rilevare, altresì, che non è mai stata data attuazione da parte di nessun governo al decreto legislativo 503 del 1992 che prevede che una quota del Pil andava messa a disposizione per l’aumento delle pensioni, specie quelle più basse”, ha continuato Dell’Isola. “Inoltre, c’è un
problema di ordine politico e morale che va affrontato in tempi brevi ed è quello relativo alle vere pensioni d’oro che consentono di percepire emolumenti da 20mila, 30mila e fino a 90mila euro al mese senza che ci sia stato un corrispondente versamento contributivo. E’ una questione che va affrontata da subito, insieme a quella della separazione tra assistenza e previdenza, che oggi vengono pagate solo dai lavoratori e imprese e che invece per l’assistenza dovrebbero andare a carico della fiscalità generale. Si evidenzierebbe in tal modo che il solo costo delle pensioni è coperto dai contributi versati”.
 
 
 



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